Il tasso Euribor esiste dal 1999 da quando cioè l’Euro è stato introdotto come moneta sui mercati finanziari. L’Euribor rappresenta il “prezzo di mercato” con il quale le banche si corrispondono tra di loro prestiti a breve termine.

Dal 1° gennaio 2020 l’Euribor verrà calcolato in un modo nuovo. E questa notizia interessa chi ha sottoscritto un mutuo ipotecario a tasso variabile anche se in realtà non cambierà nulla. Ci sono in ballo più che altro questioni tecniche per gli addetti ai lavori.

Quello che invece potrebbe interessare di più, sono le previsioni sull’andamento di questo indice Euribor. Per farsi un’idea, riportiamo le considerazioni fatte di recente dal Sole 24 Ore che ha commentato i future sull’andamento dell’Euribor a 3 mesi (quotati sul mercato londinese Liffe).

Sulla base di queste indicazioni, l’Euribor a 3 mesi è previsto in ulteriore calo da qui fino a giugno del 2021 (quando dovrebbe scendere dall’attuale -0,43% a -0,55%). L’ipotesi è avanzata anche prevedendo che la Bce tagli ancora il tasso sui depositi da -0,5% a -0,6%.

Per quanto riguarda l’economia, al il cui andamento è strettamente legato il livello dei tassi, le proiezioni pubblicate sull’ultimo Bollettino dell’UE (nr° 8 del Dicembre 2019) indicano una crescita annua del PIL in termini reali dell’1,2 per cento nel 2019, dell’1,1 per cento nel 2020 e dell’1,4 per cento nel 2021 e nel 2022. Rispetto all’esercizio condotto a settembre 2019 dagli esperti della BCE, le prospettive per l’espansione del PIL in termini reali per il 2020 sono state lievemente riviste al ribasso.

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