Con le manovre economiche, tutti i principali settori dell’economia reale (e dove c’è ricchezza) sono potenzialmente interessati ai provvedimenti. Per cui non c’è da stupirsi se questo sta avvenendo anche nel settore immobiliare. Di recente si sta parlando molto di equiparazione delle imposte ipotecarie e catastali.

Il Documento programmatico di bilancio appena varato dal governo che contiene l’impalcatura della manovra 2020, prevede l’equiparazione delle imposte ipotecarie e catastali per gli acquisti di un immobile da imprese o da privati. Ad oggi la manovra presenta un aumento da 50 a 150 euro sull’acquisto degli immobili da privati e una riduzione da 200 euro a 150 per l’acquisto da impresa sulle imposte ipotecarie e catastali.

Sull’argomento è intervenuto Federnotai, il sindacato dei notai italiani che “suggerisce al Governo un ulteriore passo avanti che porti a una revisione completa della tassazione sui trasferimenti immobiliari” per “includere anche le imposte di registro e IVA”. Per i notai si tratterebbe di una uniformazione delle aliquote che “porterebbe più chiarezza e maggiore concorrenza”.

Il sindacato ipotizza una parificazione, per esempio al 3%, tra l’aliquota IVA (ora al 4%) e quella di registro (ora al 2%) per l’acquisto della prima casa. Ciò con i dovuti correttivi per non incrementare il carico fiscale negli acquisti tra privati, che potrebbe avvenire mediante una riduzione dell’attuale base imponibile e l’eliminazione del minimo di euro 1000 attualmente previsto; importo questo che penalizza gli acquisti delle fasce più deboli.

Per quanto riguarda le acquisizioni soggette a IVA (cioè quelle con le ditte costruttrici) Federnotai auspica che si possa applicare il cosiddetto “prezzo-valore”, ovvero la determinazione della base imponibile sul valore catastale dell’abitazione e non del prezzo, che comporterebbe l’eliminazione della disparità tra i due tipi di compravendita e il raggiungimento di una reale equità fiscale. Per rispettare la matrice comunitaria dell’Iva, il sistema del “prezzo-valore” potrebbe realizzarsi mediante crediti d’imposta o misure compensative

Dice Giovanni Liotta (foto), presidente di Federnotai: “La revisione completa della tassazione immobiliare che rende più omogeneo il peso fiscale tra atti soggetti a IVA o a imposta di registro, innescherebbe un circolo virtuoso che coinvolgerebbe in primis i cittadini. Al contrario di quanto accade ora, i cittadini non sarebbero più tassati, in modo totalmente differente, nel caso in cui decidessero per l’acquisizione dell’immobile attraverso l’impresa edile. E naturalmente coinvolgerebbe i costruttori dal momento che questi cambiamenti porterebbero a una maggiore concorrenza, trasparenza e competitività per le imprese, dando inoltre un impulso positivo al mercato edilizio delle abitazioni di nuova costruzione”.

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